CIOCCOLATO MON AMOUR (Voi che potete andate al Salon du Chocolat)

13 Feb

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Di tutte le citazioni famose in materia, quella che ho sempre preferito è “9 persone su 10 amano la cioccolata, la decima mente” (John Tullius). Perché mi faceva sentire speciale. Ero la decima ma nel ruolo esclusivo di eccezione che conferma la regola. Ovvero,  non inorridite, non ho mai amato il cioccolato. Mi è capitato di mangiarne, certo. Magari anche volentieri. Ma senza smanie, le stesse che mi colgono inarrestabili davanti a un panino con il salame.

Poi la svolta, anche se il fattore scatenante non è stato dei più gradevoli. Ho avuto un (brutto) incidente in motorino e sono stata tre mesi in ospedale. Dopo le prime settimane di totale inappetenza, e una lenta di ripresa a base di purè e minestrina, il cioccolato è diventato il mio migliore amico, in ogni forma, colore e consistenza. Praline, muffin, tortine. Un vizio – fossero tutti così – che mi tengo stretto anche adesso che sono finalmente tornata a casa.

Potete quindi immaginare il mio estremo sconforto nel pensare che dal 15 al 18 febbraio, proprio di fianco a casa mia, si tiene la terza edizione del Salon du Chocolat. Ero invitata alla presentazione, ero invitata alla manifestazione, ma niente. La mia gamba (ormai al 90% in titanio) non collabora ancora abbastanza sicché, a malincuore, mi tocca rinunciare.

Mi consolo scorrendo le immagini dell’ultima colazione da persona “sana”, cui ho ceduto solo per passare una mattinata in compagnia di amiche che non vedo praticamente mai. E dove, a dire il vero, a un ben di Dio di cioccolato ho preferito le tartine al salmone. Ma il disco è cambiato. Quindi devo assolutamente tornare da Cioccolatitaliani per godermi a pieno una tavolata come quella che vedete in foto.

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PIOVESSERO VONGOLE!

6 Nov

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Pranzo estivo, della domenica, delle feste, della nostalgia. Tipo oggi, quando dopo una domenica di pioggia battente passata sotto la copertina i ricordi vanno dritti alle vacanze senza passare dal via.

Gli spaghetti con le vongole vanno bene SEMPRE, come un tubino nero in ufficio con stivali bassi o per un cocktail party con tacco a spillo.

Si possono fare in bianco, al pomodoro, con o senza aglio, con o senza peperoncino, con la bottarga, un’alicetta, aggiungendo broccoli, ceci… De gustibus non disputandum est.

Qui trovate la versione più semplice, ma sbizzarritevi con la fantasia! Io, ad esempio, ho utilizzato i bucatini al posto dei più classici spaghetti.

INGREDIENTI (X 1)

70 gr. circa di spaghetti o bucatini (comunque meno di una porzione normale di pasta perché mi piace abbondare con il condimento)

250/300 gr. circa di vongole

uno spicchio d’aglio

q.b. di sale, olio evo, pepe, prezzemolo, vino bianco

Lasciate spurgare le vongole in una ciotola con acqua e sale, sbattendole di tanto in tanto e cambiando più volte l’acqua.

Sciacquate le vongole e mettetele in un’ampia casseruola con uno spicchio d’aglio e una spruzzata di vino bianco. Coprite e lasciatele aprire a fuoco vivace.

Nel frattempo portate a bollore l’acqua per la pasta.

Quando le vongole sono pronte, toglietele dalla casseruola, pulite la metà circa dei molluschi e lasciate l’altra parte all’interno delle conchiglie. Filtrate il liquido (utilizzando un colino rivestito di carta assorbente) e fatelo ridurre a fuoco basso con il prezzemolo tritato, aggiustando di sale (se necessario) e pepe.

Cuocete la pasta dopo aver salato (poco) l’acqua e scolatela molto al dente. Terminate la cottura con il liquido filtrato e ridotto, e le vongole. Aggiungete un filo di olio a crudo e un’ultima spolverata di prezzemolo.

Chiudete gli occhi e, come me grazie a questa foto, fate finta di essere al mare.

 

QUANDO LA PASTA FRESCA NON LA FATE VOI

27 Ott

el pastee - mia foto

Posto che vai… ravioli che trovi. Lo so, il detto non è proprio così. Ma una delle cose che più mi piace, quando cambio lavoro, è girare nei dintorni alla scoperta di posticini carini dove mangiare. Non solo. Perché quando si lavora tanto anche la cena può diventare un problema. La soluzione, per tutti gli amanti della pasta fresca che si trovino in zona Cadorna è EL PASTÉE DE MILAN, in via Caradosso 18.

Il negozio è piccolino ma molto accogliente. E se i più frettolosi possono assaggiare, a pranzo, qualcosa in loco, i più golosi avranno da che divertirsi grazie a un’infinita varietà di proposte. Per ora ho assaggiato gli gnocchi agli spinaci e qualche raviolo classico (sceglie la signora B, a cui scrocco spesso il pranzo vista la sua vicinanza con l’ufficio), ma nei miei desiderata il primo posto va sicuramente ai ravioli di limone, pistacchi e scampi alla menta. Non vi bastano? Potete trovare anche quelli al branzino con nero di seppia o quelli cacio e pepe, i tortelli agli agrumi di Sicilia e quelli al cacao e mozzarella di bufala. Ma anche tortelli di kamut con fichi e fois gras, culurgiones, pici, lasagne, plin, tagliatelle di grano saraceno. E per un servizio completo non possono mancare i sughi pronti, ma homemade, dal pesto a quello di noci, fino all’arrabbiata. Mi fermo qui perché ho già l’acquolina in bozza.

Insomma, se non avete voglia di stendere la pasta o avete ospiti alla ricerca di un gusto ricercato, PASTÉE fa proprio al caso vostro … e già che ci siete venite a trovarmi ; P

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