DA SPAZIO SUSHI, PER SENTIRTI A CASA

25 Set

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Quante volte, nella vostra vita, avete pronunciato la parola “sushi”? Io infinite. Credo di aver maturato, negli anni, una dipendenza ossessiva. Ma non sapevo che, letteralmente, significasse “aspro”. È che noi occidentali la usiamo come sinonimo di pesce crudo quando, in realtà, identifica un mondo variegato di profumi e sapori.

Lezioncina a parte, adesso parliamo di cose serie. Ovvero  di Spazio Sushi, ristorantino in via Solferino a Milano dove sono stata prima delle vacanze estive.

La location è splendida, nel palazzo dove Giacomo Puccini compose la Bohème e la Tosca. Il ristorante è raffinato, accogliente e il menù, sotto la guida sapiente di Raffaella Stucchi, è un’originale contaminazione tra tradizione del Sol Levante e interpretazioni creative e fusion con accenti mediterranei.

Ho sfogliato e risfogliato la carta, drammaticamente indecisa su almeno una ventina di piatti. Da quelli più ricercati, come gli udon con bisque di gamberi, a quelli più semplici ma in linea con la filosofia del posto, come il sashimi di gamberi rossi di Mazara del Vallo. Sì, mi piacciono i gamberi, in tutte le salse. Ma anche il salmone. Infatti non ho saputo resistere alla composizione di un poke che ne prevedesse a palate! Insieme ad edamame con anice stellato e diversi assaggi di maki.

Voi potete sbizzarrivi con ostriche, zuppe, tempura, tartare, piatti alla piastra e diverse combinazioni di uramaki … e visto che si avvicina l’inverno (ne vogliamo parlare di questo freddino improvviso?) non potete non assaggiare i winter roll, con salmone, fico candito e noci. Anzi, se mi volete torno con voi!!!

Spazio Sushi

Via Solferino 7, Milano

Tel. 02 36587566

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CIOCCOLATO MON AMOUR (Voi che potete andate al Salon du Chocolat)

13 Feb

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Di tutte le citazioni famose in materia, quella che ho sempre preferito è “9 persone su 10 amano la cioccolata, la decima mente” (John Tullius). Perché mi faceva sentire speciale. Ero la decima ma nel ruolo esclusivo di eccezione che conferma la regola. Ovvero,  non inorridite, non ho mai amato il cioccolato. Mi è capitato di mangiarne, certo. Magari anche volentieri. Ma senza smanie, le stesse che mi colgono inarrestabili davanti a un panino con il salame.

Poi la svolta, anche se il fattore scatenante non è stato dei più gradevoli. Ho avuto un (brutto) incidente in motorino e sono stata tre mesi in ospedale. Dopo le prime settimane di totale inappetenza, e una lenta di ripresa a base di purè e minestrina, il cioccolato è diventato il mio migliore amico, in ogni forma, colore e consistenza. Praline, muffin, tortine. Un vizio – fossero tutti così – che mi tengo stretto anche adesso che sono finalmente tornata a casa.

Potete quindi immaginare il mio estremo sconforto nel pensare che dal 15 al 18 febbraio, proprio di fianco a casa mia, si tiene la terza edizione del Salon du Chocolat. Ero invitata alla presentazione, ero invitata alla manifestazione, ma niente. La mia gamba (ormai al 90% in titanio) non collabora ancora abbastanza sicché, a malincuore, mi tocca rinunciare.

Mi consolo scorrendo le immagini dell’ultima colazione da persona “sana”, cui ho ceduto solo per passare una mattinata in compagnia di amiche che non vedo praticamente mai. E dove, a dire il vero, a un ben di Dio di cioccolato ho preferito le tartine al salmone. Ma il disco è cambiato. Quindi devo assolutamente tornare da Cioccolatitaliani per godermi a pieno una tavolata come quella che vedete in foto.

PIOVESSERO VONGOLE!

6 Nov

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Pranzo estivo, della domenica, delle feste, della nostalgia. Tipo oggi, quando dopo una domenica di pioggia battente passata sotto la copertina i ricordi vanno dritti alle vacanze senza passare dal via.

Gli spaghetti con le vongole vanno bene SEMPRE, come un tubino nero in ufficio con stivali bassi o per un cocktail party con tacco a spillo.

Si possono fare in bianco, al pomodoro, con o senza aglio, con o senza peperoncino, con la bottarga, un’alicetta, aggiungendo broccoli, ceci… De gustibus non disputandum est.

Qui trovate la versione più semplice, ma sbizzarritevi con la fantasia! Io, ad esempio, ho utilizzato i bucatini al posto dei più classici spaghetti.

INGREDIENTI (X 1)

70 gr. circa di spaghetti o bucatini (comunque meno di una porzione normale di pasta perché mi piace abbondare con il condimento)

250/300 gr. circa di vongole

uno spicchio d’aglio

q.b. di sale, olio evo, pepe, prezzemolo, vino bianco

Lasciate spurgare le vongole in una ciotola con acqua e sale, sbattendole di tanto in tanto e cambiando più volte l’acqua.

Sciacquate le vongole e mettetele in un’ampia casseruola con uno spicchio d’aglio e una spruzzata di vino bianco. Coprite e lasciatele aprire a fuoco vivace.

Nel frattempo portate a bollore l’acqua per la pasta.

Quando le vongole sono pronte, toglietele dalla casseruola, pulite la metà circa dei molluschi e lasciate l’altra parte all’interno delle conchiglie. Filtrate il liquido (utilizzando un colino rivestito di carta assorbente) e fatelo ridurre a fuoco basso con il prezzemolo tritato, aggiustando di sale (se necessario) e pepe.

Cuocete la pasta dopo aver salato (poco) l’acqua e scolatela molto al dente. Terminate la cottura con il liquido filtrato e ridotto, e le vongole. Aggiungete un filo di olio a crudo e un’ultima spolverata di prezzemolo.

Chiudete gli occhi e, come me grazie a questa foto, fate finta di essere al mare.

 

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